I NOSTRI FIGLI HANNO DIRITTO ALLA DISCIPLINA

foto (7)Gentile direttore,

si rincorrono quotidianamente le notizie che raccontano di un profondo disagio giovanile.

Penso a quei ragazzi spinti a bere fino a l’ultima goccia di un superalcolico pur di non perdere l’apprezzamento degli amici, piuttosto che alle gang che “giocano” a tirar pugni a ignari passanti, o ai minorenni che si svendono per una ricarica telefonica. E in tutto questo c’è un prefetto che è costretto a dimettersi per delle affermazioni graffianti sulle responsabilità educative dei genitori.

L’educazione è sicuramente una sfida ed il successo non è affatto garantito nonostante tutto l’impegno dell’educatore.

Mi chiedo però se la causa non sia da ricercare in una certa “cultura” tanto in voga in questi anni che ha sistematicamente messo in discussione il principio di autorità (che sia esercitata da un genitore, da un professore o da un’istituzione pubblica). Quella “cultura” che ha eliminato la parola severità, che ha spinto verso un libertinaggio assoluto privo di qualunque regola, che ha demolito punti di riferimento certi. Non sarà proprio questa la causa del malessere crescente ? In una società ordinata da poche e buone regole che vengono riconosciute e rispettate, si vive meglio e si cresce sicuri e senza paure.Quando si mette in discussione sempre e comunque tutto per partito preso, credo che le paure aumentino insieme a rabbia e insicurezza, che finiscono per trasformarsi molto spesso in violenza o in comportamenti autodistruttivi.

I ragazzi hanno diritto alla disciplina; privarli è un furto. Credo sia un dovere ricordarlo!

Vittorio Gervasi

RISPONDE MAURO TEDESCHINI DIRETTORE DE IL CENTRO

Il pediatra che ha cresciuto i miei figli raccomandava di trattarli sempre con “dolce fermezza”. Come dire: urlare non serve, minacciare neppure, meglio spiegare le cose con pazienza, ma poi quando si dice no è no. Punto. E’ molto bello (e condivisibile) il passaggio della lettera in cui si dice che “i ragazzi hanno diritto alla disciplina”: in certi momenti la severità è un dovere, anche se magari ci piange il cuore nell’esercitarla. Resta il fatto che il mestiere di genitore è il più difficile che ci sia: nessuno te lo può insegnare, perché nessun bambino è uguale a chi lo ha preceduto. Procediamo così, a intuito, cercando di adattare ai tempi quel che abbiamo visto fare da mamma e papà. Quanto al prefetto, mi spiace, ma ha sbagliato, inevitabile rimuoverlo.

 

da Il Centro – Quotidiano d’Abruzzo – domenica 6 luglio 2014, “lettera al direttore”

I NOSTRI FIGLI HANNO DIRITTO ALLA DISCIPLINAultima modifica: 2014-07-09T20:13:51+02:00da gervasi1
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