PAPA FRANCESCO, LA MAFIA E QUELL’APPELLO A PENTIRSI

Il_CentroCaro direttore, Papa Francesco ha scelto di scatenare la sua lotta alla mafia usando un’arma improbabile: un inginocchiatoio. Che disparità di mezzi tra chi usa armi per uccidere e chi si mette in ginocchio per chiedergli di desistere. Mi chiedo se sarà efficace l’appello lanciato dal Santo Padre. Ricordo che meno di un anno fa – sempre Papa Francesco – anche allora utilizzando armi improbabili a occhi disincantati, ha chiesto digiuno e preghiera per scongiurare un attacco militare contro la Siria. E così è stato. Non sarà che parlando al cuore dell’uomo si ottiene di più che facendo affidamento solo sulla forza della ragione umana, che spesso sembra impotente ? Eppure tanti maestri del pensiero filosofico ci hanno trasmesso il culto del solo intelletto. Speriamo che arrivino altre smentite, non crede ?

Vittorio Gervasi

RISPONDE IL DIRETTORE DE IL CENTRO MAURO TEDESCHINI

Anche l’animo dei criminali più efferati resta insondabile e misterioso: quante volte nei covi dei mafiosi scoperti dalle forze dell’ordine abbiamo visto le immagini di crocefissi e di altri oggetti di devozione sacra? Al di là di questo, credo che la cosa più importante l’abbia fatta rimarcare Don Ciotti. Ovvero che Bergoglio, se ancora ce n’era necessità, ha tolto ogni dubbio sul reale atteggiamento della Chiesa nei confronti delle varie mafie che prosperano nel mondo. In passato, purtroppo, qualche zona d’ombra c’è stata, con qualche margine di contiguità e tollerenza che hanno finito per isolare i preti più coraggiosi, alcuni dei quali hanno sacrificato la loro stessa vita. Francesco sta dalla parte dei più deboli e oppressi, senza se e senza ma. E questo è già un grande punto di riferimento.

 da Il Centro, domenica 23 marzo 2014, rubrica “lettera al direttore”

PAPA FRANCESCO, LA MAFIA E QUELL’APPELLO A PENTIRSIultima modifica: 2014-03-26T16:29:14+01:00da gervasi1
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