PARLEREMO DI CRISI ANCORA PER MOLTO TEMPO

Il_CentroCaro Direttore, ho il timore che parleremo di crisi ancora per molto tempo. La cronaca ci racconterà ancora di gesti estremi dettati dalla disperazione. Vedremo altri negozianti abbassare per sempre le saracinesche. Assisteremo a nuove manifestazioni di protesta. Anche ciascuno di noi continuerà a lamentarsi di come la crisi l’abbia colpito. Mi sembra di assistere a quel triste rituale – che purtroppo in tanti abbiamo vissuto in occasione della malattia di una persona cara – che vede i parenti del malato riuniti attorno al capezzale ben consapevoli della gravità della situazione, ma totalmente privi di coraggio per affrontare la dura verità e intraprendere la via della guarigione. Le cure sono dolorose quando la malattia è grave, ma che altra strada c’è per tentare di salvare il malato ? E’ così la nostra Italia. Dovrebbe andare in terapia intensiva visto lo stato comatoso dell’economia, ma da decenni preferiamo arrabattarci tra continue manovre di bilancio, tra correttivi e palliativi di diversa natura, per trovare una soluzione a problemi che richiedono ben altre soluzioni. Così la crisi non si allontana, piuttosto si avvicina ad un numero sempre maggiore di italiani. E i primi responsabili siamo noi – anche io – pronti a lamentarci, ma poco propensi a sostenere concretamente un progetto per l’Italia che si prefigga un reale cambio di rotta. Mi convinca del contrario, ne sarei davvero contento!

Vittorio Gervasi,

RISPONDE IL DIRETTORE DE IL CENTRO MAURO TEDESCHINI

Non proverò a convincerla di qualcosa di cui io stesso non sono persuaso. Vede, caro Gervasi, qualche segnale di ripresa c’è, ma purtroppo riguarda le aziende che già vanno benino, che esportano in Paesi più dinamici del nostro e hanno dimensioni tali da costringere le banche a sostenerle. Ma per altri operatori economici la ripresa è una chimera e molti alzano bandiera bianca nell’indifferenza generale: i negozianti, per esempio, stanno soffrendo in modo indicibile e temo che per molti di loro la Tares sarà la goccia che farà traboccare un vaso già colmo fino all’orlo. Qualche segnale Matteo Renzi lo sta dando, ostentando anche una buona dose di fegato nello sfidare l’Europa e aprendo i cordoni della Borsa, per rimpinguare le buste-paga più povere. Ma basterà? Arriveranno nuove attività a riaccendere le vetrine che si sono spente nei nostri centri storici? Vorrei dirle di sì, ma ne ho viste troppe per farlo.

 

 

Da Il Centro, domenica 16 marzo 2014, “Lettera al Direttore”

PARLEREMO DI CRISI ANCORA PER MOLTO TEMPOultima modifica: 2014-03-23T21:48:09+01:00da gervasi1
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