IL LUSSO DI AVERE UN FIGLIO

oggi.gifNei primi cinque mesi del 2012 l‘Abruzzo decresce. Nonostante i flussi migratori vengano in soccorso della nostra popolazione, il saldo naturale è negativo. Tradotto in termini più espliciti in Abruzzo ci sono più bare che culle. Perché ? Potrebbero essere tante le risposte. Io rifletto su di un punto, forse il più venale, ma sicuramente decisivo. 

Se fare un figlio sta diventando un lusso allora non tutti possono permetterselo. 

I prodotti sulla prima infanzia, tanto per fare un esempio, costano in Italia mediamente il 40% in più che nel resto dell’Europa. Non è un caso che il Governo e i Comuni, attraverso l’ANCI, abbiano lanciato una campagna per favorire gli sconti su una vasta gamma di prodotti. Ma ad oggi le farmacie comunali che hanno aderito sono ancora troppo poche nel nostro territorio regionale. La farmacia comunale è uno strumento concreto a disposizione del Comune per calmierare i prezzi su alcuni prodotti che sono essenziali per i più piccoli. Talvolta sono addirittura le farmacie private a praticare, sui prodotti per la prima infanzia, prezzi migliori delle farmacie a gestione pubblica. 

Tornando al problema in generale, una mamma che decide di restare a casa per allevare un figlio non è aiutata. I servizi per l’infanzia non sono sufficienti. Trovare il pediatra disponibile nel fine settimana è impossibile. Devi rivolgerti a quello a pagamento o altrimenti metterti in fila al pronto soccorso in ospedale. 

L’elenco si potrebbe allungare a dismisura. Ma penso che queste riflessioni bastino a far capire che sta diventando una corsa a ostacoli. Perché fare un figlio deve diventare un atto eroico ?  Credo che una società sempre più vecchia, anagraficamente, abbia sempre più bisogno di bambini. Sembrerà un paradosso ma non lo è affatto. Senza un ricambio generazionale, che spesso invochiamo per la politica, la nostra amata Italia non ha futuro. O meglio un futuro ce l’ha ma non passa certo per gli italiani. 

Eppure ci sono ancora famiglie numerose, famiglie cioè che hanno più di tre figli e che nonostante i servizi scadenti e le ristrettezze economiche dovute alla crisi, continuano ad investire sull’Italia continuando a donare bambini. Per alcuni è un gesto eroico. Per altri un atto irresponsabile. Sicuramente è un atto coraggioso. 

Ci si fida non sulle politiche familiari, del tutto inesistenti, ma sulla fiducia nel futuro che ci si augura migliore. Intanto ci si organizza facendo di necessità virtù. Ecco che anche in Italia iniziano a svilupparsi i gruppi di acquisto solidale. Le famiglie si associano per spuntare prezzi migliori comprando in gruppo quantità maggiori. Si condividono i trasporti: car-sharing. Si condividono i servizi: co-housing. Siamo entrati a pieno titolo nell’era dell’economia del muto soccorso che si basa sulla condivisione e sullo sviluppo delle relazioni che consentono di abbattere i costi. 

Mentre il Parlamento discute di improbabili riforme a pochi mesi dal fischio finale, le famiglie si organizzano per battere la crisi. Il consumismo sfrenato degli ultimi vent’anni è oramai alle spalle. La necessità di risparmiare però ha anche i suoi vantaggi. Aiuta a semplificarsi la vita, andando all’essenziale. Niente più sprechi. E sotto il profilo educativo l’occasione è ottima per insegnare ai figli il valore del sacrificio. Meglio. 

Si può insegnare ad apprezzare il sapore della rinuncia e delle difficoltà che aiutano a crescere. Nel fuoco si forgiano i metalli preziosi e acquistano maggior valore. Prendiamo ciò che di buona la crisi ci può offrire. 


Vittorio Gervasi

 

 da La Discussione, domenica 2 dicembre 2012

 

IL LUSSO DI AVERE UN FIGLIOultima modifica: 2012-12-02T07:25:00+01:00da gervasi1
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