GLI SPRECHI DEI POLITICI E LA NOSTRA SPENDING REVIEW

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Mentre la politica cerca di tagliare il superfluo annunciando con clamore ogni euro che risparmia, tante famiglie italiane sono tornate silenziosamente e dignitosamente alla «schiscetta».
E’ la Spending Review della gente comune.Possibile che la politica trasformi in notizia il semplice dovere di amministrare con saggezza e parsimonia il denaro pubblico? Quando l’adempimento di semplici doveri ordinari si trasforma in compimento di operazioni straordinarie è segno evidente che si è persa la bussola.


Vittorio Gervasi, Pescara


RISPONDE MARIO CALABRESI – DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA STAMPA

La Spending Review è più la capacità di sapere come e dove si spendono i soldi che un risparmio, diciamo che è quell’operazione che individuando eventuali sprechi potrebbe portare a tagli virtuosi. Uso il condizionale perché molte voci di spesa inutili, dannose o eccessive sono state individuate, sia a livello nazionale che locale, ma non sono ancora state eliminate.
Gli italiani invece hanno ridotto il tenore di vita, ricominciato a fare economia e stanno cambiando le abitudini di consumo: sulle spiagge questa estate mi ha colpito come la stragrande maggioranza delle famiglie si fosse portata il panino da casa. E le indagini sugli acquisti ci raccontano la flessione degli ipermercati e il ritorno dei negozi di quartiere con l’affermarsi dei piccoli supermarket: questo accade perché si preferisce fare la spesa più volte per dividere in più rate lo scontrino e perché così si ha la sensazione di sprecare meno e di comprare solo l’indispensabile.
Un comportamento virtuoso, dettato dalle difficoltà, che non riesce a far breccia nella classe politica, come ci racconta ancora oggi lo scandalo della Regione Lazio.

 

 da La Stampa, giovedì 20 settembre 2012, rubrica “Lettere al Direttore”

GLI SPRECHI DEI POLITICI E LA NOSTRA SPENDING REVIEWultima modifica: 2012-09-20T07:25:00+02:00da gervasi1
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