IL RISPETTO DELLE REGOLE. Lettera al quotidiano Il Centro

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Gentile direttore, dopo il tragico episodio di violenza a Pescara vecchia la movida e’ stata blindata. Vigilantes privati, celerini in assetto anti sommossa e poi tanti altri uomini delle forze dell’ordine a pattugliare le strade. Sono gli effetti catastrofici di quel mix di droghe ed alcool che rendono violente e funeree le serate del divertimento, e che necessariamente finiscono anche sotto sorveglianza speciale. Mi chiedo se uno scenario di questo tipo possa essere un luogo di autentico divertimento. Da dove nasce tanta decadenza ? Ho il timore che stiamo pagando a caro prezzo le conseguenze di quella rivoluzione culturale, avviata qualche decennio orsono, che dopo aver infranto il rispetto delle regole, dopo aver contestato il valore dell’autorità, dopo aver  abolito ogni limite all’affermazione di se stessi, oggi ci presenta il conto. Chi educa, sa bene che la libertà si costriusce con fatica attraverso l’autodisciplina, che ci permette di orientare la nostra vita verso mete nobili ed ambiziose. Oggi però, avendo smesso di educare, la libertà viene spesso scambiata con la semplice indipendenza da ogni autorità e valore,  e ben presto si rimane vittima di se stessi. Allora, se ci capita di dubitare sull’importanza di impartire una educazione rigorosa, ricordiamoci che i giovani hanno diritto alla disciplina, altrimenti, senza punti di riferimento, restano in balia dei propri istinti senza saperli più dominare: movida docet.  Il contrario di autodisciplina si chiama autodistruzione che non ha mai reso felice nessuno.

Vittorio Gervasi

fonte: Il Centro, martedì 30 marzo – pagina aperta

IL RISPETTO DELLE REGOLE. Lettera al quotidiano Il Centroultima modifica: 2010-03-30T13:48:57+02:00da gervasi1
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