23/05/2009

LA MORTE DI ELUANA CI HA CAMBIATI TUTTI. LA TESTIMONIANZA DI MAURIZIO SACCONI MINISTRO DELLA SALUTE.

E’ stato pubblicato di recente per le edizioni Ares  il libro «La vita in gioco – Eluana e noi» di Massimo Pandolfi. Ci sono diverse testimonianze, Vi propongo quella di Maurizio Sacconi attuale Ministro della Salute, una persona “laicamente per la vita”.

«LAICAMENTE PER LA VITA» di Maurizio Sacconi
Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Sacconi.jpgMai la politica si è trovata di fronte a un tema così alto e così politico come nel caso di Eluana Englaro. Perché questa vicenda riguarda il confine tra la vita e la morte, il valore della vita, il senso stesso della vita. Ovvero: se vi sia una vita che non valga la pena di essere vissuta. Per me non esiste una vita che non valga la pena di essere vissuta. E ciò non è solo un valore per chi crede. Anche un laico vi può riconoscere un fondamentale elemento di coesione e di vitalità sociale. Tant’è che, pur essendo cristiano, quando sono intervenuto nella vicenda di Eluana Englaro mi sono ispirato al più laico dei criteri: il dubbio, sia di carattere sostanziale per quel che concerne i limiti della scienza, sia di carattere formale a proposito delle competenze del Servizio sanitario nazionale, sia riguardo alla volontà della stessa Eluana che non è stata mai dichiarata e certificata. In questo senso tutte le scelte del Governo, dal mio atto di indirizzo al decreto, sono state ispirate dalla ragion laica. Una laicità intesa in una dimensione più alta che nel passato, che non può non includere princìpi fondamentali cristiani come la centralità della persona. Al punto che la dicotomia tra credenti e non credenti, che ha segnato la Prima Repubblica, dovrebbe essere considerata ormai superata. Dal laicissimo criterio del dubbio, peraltro, discende il laicissimo principio di precauzione. Quello stesso principio che applichiamo agli animali, quando pensiamo che certe sperimentazioni possano farli soffrire, o persino alle cose o all’ambiente quando, per esempio, dobbiamo tagliare un albero. Ma il principio di precauzione deve essere applicato prima di tutto e soprattutto alla persona. Laicità, pertanto, è per me civiltà del dubbio e principio di precauzione. E in questa vicenda i dubbi erano (e restano) molti, troppi. Noi avevamo, dunque, il dovere di provare a salvare Eluana, anche se ci fosse stato solo l’uno per cento di possibilità che il decreto, che quel decreto fosse riconosciuto dal Presidente della Repubblica come necessario e urgente, come credo che fosse, visto che di vita umana si trattava. Dovevamo farlo, senza alcuna polemica verso il Presidente della Repubblica. Fino al momento del provvedimento giurisdizionale su Eluana Englaro, del resto, non c’erano precedenti, né di diritto né di fatto, di casi di accompagnamento verso la morte attraverso l’interruzione di cibo e acqua. E dunque la vicenda è diventata pubblica perché non poteva che diventare pubblica. Per ottenere una decisione di quel tipo, infatti, c’erano solo due strade: o una legge del Parlamento, oppure un provvedimento ‘creativo’ dell’autorità giudiziaria. È arrivata la decisione ‘creativa’ della Corte d’appello di Milano, in sintonia con la Corte di Cassazione. A quel punto, il nostro Servizio sanitario nazionale si è trovato di fronte a percorsi di accompagnamento verso la morte che non hanno e non potevano avere nessun riscontro nella funzione e nella missione dello stesso Servizio socio-sanitario. In una dimensione di responsabilità, medici, pazienti e familiari possono decidere di non protrarre le cure quando è chiara la situazione. Qui, però, non eravamo di fronte a un caso di accanimento terapeutico ma a uno ‘stato vegetativo persistente’. E la scienza non ci dice nulla di certo in proposito. Non sappiamo se e quanto può regredire e quale sia la percezione del dolore in queste persone.
Io capisco, d’altra parte, la decisione del signor Beppino Englaro di rendere pubblica la vicenda: è uno dei modi di reagire al dolore. Ma spero anche che lui capisca me. Ho parlato con molte persone che hanno vissuto esperienze come quella del signor Englaro. E che mi hanno incoraggiato.Con il Presidente del Consiglio ne abbiamo parlato molte volte ma fin dall’inizio lui non ha avuto dubbi. Del resto tutti concordano che Berlusconi è uomo di straordinaria vitalità. Lui è il contrario del nichilismo. E in Italia in questi quarant’anni abbiamo vissuto una deriva nichilista, cominciata all’inizio degli anni Settanta, quando il ’68 altrove finiva e da noi cominciava, quando – come Gianni De Michelis diceva già allora – ci si illudeva di intravedere i bagliori dell’alba e invece guardavamo gli ultimi fuochi di un mondo che finiva. Un fenomeno largamente decadente. Qualcosa che ricorda l’inquinamento agricolo: non si vede subito ma penetra in profondità, deposita germi, inquina la falda, avvelena le acque. Ora la vocazione all’annichilimento va declinando e si riscopre il senso della vita, che ha valenza non solo civile ma è la premessa dello stesso vitalismo economico e sociale. E si dice con ragione che in questa grande crisi dei mercati finanziari e dell’economia reale è necessario ripartire dai valori più profondi: in primo luogo da quello della vita.
La morte di Eluana, a ben vederPandolfi La vita in gioco.jpge, ci ha cambiati tutti. E anche coloro che sostenevano che dovesse essere lasciata andare sono rimasti con l’amaro in bocca. Ma la discussione continua perché riguarda il senso stesso della vita. E noi non rinunciamo a creare le condizioni perché ci sia maggiore certezza del diritto e maggiore tutela per coloro che si trovano in queste condizioni. Per questo dobbiamo fare una legge, continuare a informare i cittadini, far capire che non è vero che quando c’è il dolore non vale la pena vivere. Il dolore e la sofferenza sono stati rimossi e rifiutati da questa società, ma noi crediamo che, invece, se ne debba parlare e giungere alla conclusione che sono o possono essere anche un’opportunità data all’uomo per crescere e cambiare.
Maurizio Sacconi

Grazie Ministro, con stima

Vittorio Gervasi

14/02/2009

LETTERA APERTA A CONCITA DE GREGORIO DIRETTORE DE "L'UNITA'" IN RISPOSTA AL SUO EDITORIALE DEL 10 FEBBRAIO 2009

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Caro direttore,

ho letto con attenzione il suo editoriale di martedì 10 febbraio scorso su l'Unità (in allegato pdf). Riporta la descrizione di Eluana nei racconti di chi  l'ha vista negli ultimi giorni. Da brava giornalista, quale lei è, sarebbe stato interessante riportare anche la testimonianza, di segno diverso,  di chi ad Eluana  è stato vicino non qualche giorno, ma tanti lunghi anni, di giorno e di notte senza mai abbandonarla: le suore misericordine. So che questi racconti non avrebbero portato sostegno ai suoi convincimenti chiaramente espressi nell'editoriale, ma i fatti non possiamo negarli. Sia chiaro, di fronte al dolore ed alla sofferenza io non ho ricette pronte, non manco però al dovere, che nasce dal semplice uso di cuore e ragione, di chiedermi quale sia il senso del dolore, il perché. Penso che la domanda di senso accomuni entrambi. Se su questo siamo d'accordo,  non dica che "a noi tocca restare qui" come se fosse una condanna. La storia di Eluana ha risvegliato in tutti una riflessione profonda sul senso della vita; solo per questo potremmo essere tutti grati ad Eluana e quindi la sua sofferenza  avrebbe già almeno un senso. Termino raccontandole un episodio. Diversi  anni fa conobbi un ragazzo, Sergio era il suo nome, gravemente malato, deforme nel corpo a causa della sua brutta malattia. Con alcuni amici andavamo a trovarlo di tanto in tanto per tenergli compagnia. Per alleviare le sue sofferenze cercavamo di raccontargli qualcosa di simpatico. Una volta, l'ultima volta che l'ho visto, Sergio, da persona molto sensibile, si rese conto che eravamo in forte imbarazzo di fronte alla sua terribile sofferenza e per sollevarci ci disse :<<la mia situazione è paragonabile a quella di chi vive in cima ad una montagna, soffre il freddo e le intemperie ma vede un panorama che chi sta a valle non può vedere>>. Andammo ad aiutare e fummo aiutati a capire il valore della sofferenza. Grazie Eluana e grazie direttore anche a lei perché il suo editoriale è stato per me  una ulteriore occasione per riflettere.

Con stima

 

Vittorio Gervasi

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questa lettera è stata inviata a mezzo e mail oltre che a Concita De Gregorio anche alla rubrica dell' Unità aperta ai lettori (lettere@unita.it ) ma non è stata pubblicata, debbo pensare, ma spero di sbagliarmi, che su questo quotidiano opinioni divergenti dalla linea editoriale non trovino posto

 

 

Editoriale Concita de Gregorio Unita del 10_02_2009.pdf

 

09/02/2009

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

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Al Presidente della Repubblica Italiana

Giorgio Napolitano,

mi rivolgo a Lei, Signor Presidente della Repubblica, perché ho la convinzione che ci sia ancora spazio per una Sua ulteriore riflessione sulla Vita di Eluana Englaro che potrebbe vedere Lei ed il Presidente del Consiglio trovare una soluzione al di là di ogni convincimento politico. Comprendo la Sua attenzione al rispetto della Costituzione ma il formalismo giuridico merita di essere superato perché il valore di una Vita umana supera ogni Costituzione. Il dolore accomuna tutti in questi momenti, la morte di Eluana togliendole acqua e cibo aggiungerebbe soltanto altro dolore.

Confido in Lei Signor Presidente, con stima

 

Vittorio Gervasi

 

9 febbraio 2009

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( e mail inviata oggi al Presidente della Repubblica all'indirizzo. presidenza.repubblica@quirinale.it  ) 

 

03/02/2009

APPELLO PER ELUANA ENGLARO AI DIRIGENTI DELLA CLINICA "LA QUIETE" DI UDINE:

Ai Responsabili della Clinica "La Quiete"

Ines Dominicali - Presidente  e Luigi Sivilotti - Direttore

sono momenti molto difficili quelli che stiamo vivendo, appassionati come siamo della Vita e della famiglia, esattamente come Suor Albina Corti che ha assistito Eluana in tutti questi anni fino all'arrivo dell'ambulanza che l'ha portata via per fare rotta verso la vostra clinica. Albina Corti considera Eluana "parte della nostra famiglia". Bene, sollevateci da questo incubo e ridate Eluana alla famiglia umana che la vuole ancora con sè e con tutto il suo sondino.
Prendetevi il tempo per pensare, prendetevi il tempo per riflettere e poi, ne sono certo, apprezzerete la Vita di Eluana come la apprezziamo noi.

Con fiducia

Vittorio Gervasi

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E MAIL INVIATA OGGI ALL'INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA: segreteria@laquieteudine.it

28/01/2009

E MAIL AL GOVERNO PER SALVARE EULANA ENGLARO

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Signor Presidente e Onorevole Ministro,

credo sia arrivato il momento di aiutare Eluana  Englaro con un decreto legge che impedisca l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione ai malati in stato vegetativo. La ragione di questa missiva è una sola: preferisco la Vita ! Anche se malata, anche se gravemente sofferente, anche se in stato vegetativo io preferisco la Vita.

Grazie per quello che farete.

Vittorio Gervasi

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e mail inviata a:

Presidente Silvio Berlusconi:  segreteria.presidente@governo.it ;

Ministro Maurizio Sacconi: segreteriaMinistroSacconi@lavoro.gov.it

21/11/2008

LETTERE AL DIRETTORE: ELUANA ENGLARO E TESTAMENTO BIOLOGICO

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Egregio direttore,

il caso di Eluana Englaro non mi lascia tranquillo. Non mi lascia tranquillo la constatazione che nel dibattito mediatico non emerga quello che io ritengo sia il vero problema e purtroppo non solo di Eluana. L’esperienza del dolore, della malattia,  attraversa la vita di tutti ma quello che spaventa realmente è il dover attraversare da soli la sofferenza. Possibile che per il malato, terminale o iniziale che sia, non si parli delle necessità di “farsi carico” ? Di farsi carico di un aiuto anche verso i familiari che non sempre sono pronti ad affrontare un evento così difficile ? Chi è malato è particolarmente fragile e la prima cosa che cerca è il conforto, il sostegno ed un senso al suo dolore anche se non può esprimerlo; è un bisogno profondo scolpito nel cuore dell’uomo. Personalmente questo è il mio testamento biologico: quando sarà, aiutatemi a vivere dignitosamente la malattia e non lasciatemi solo  !

Vittorio Gervasi

 

(LETTERA PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO "IL CENTRO" DEL 21.11.2008)