20/03/2010
UN ANNO DI STOP PER I POLITICI: lettera al quotidiano Il Centro
Gentile direttore, osservo spesso i nostri politici e rifletto sull'organizzazione del loro tempo. Gli impegni istituzionali, le conferenze stampa, le dichiarazioni da rilasciare sui più disparati argomenti, le telefonate ineludibili, le questioni di partito e di coalizione, insomma una infinita' di incombenze capaci di togliere il respiro anche al più allenato maratoneta. C'e' un' altra categoria, quella dei professori universitari, che puo' essere esonerata per un anno sabbatico dall'insegnamento, al fine di dedicarsi interamente allo studio ed alla ricerca. Ritengo che, alla stessa stregua, i nostri politici dovrebbero riservare del tempo all'approfondimento delle principali questioni che attraversano il loro mandato elettorale. Perche' non prendersi degli spazi temporali per pensare, fuori da ogni incontenibile attivismo, per studiare e approfondire quei temi che, se ben sviscerati, darebbero autentico spessore all'azione politica ? Propongo un tempo sabbatico anche per i politici, le ricadute andrebbero a vantaggio di tutti noi.
Vittorio Gervasi
fonte: Il Centro quotidiano dell'Abruzzo del 20 marzo 2010 - pagina aperta
17:47
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06/02/2010
IMPOSTE ALLE STELLE, SERVIZI A TERRA. Lettera al direttore del quotidiano Il Centro
gli abruzzesi pagano l'addizionale Irpef con l'aliquota più alta che sia consentita, per l'esattezza pari al 1,40 per cento. Questa aliquota genera un gettito per le casse regionali di diversi milioni di euro. Tanti danari, prelevati dal reddito prodotto dagli abruzzesi, che contribuiscono, con l'aggiunta di altre ingenti entrate tributarie, al finanziamento della sanità pubblica. Questa non attraversa un gran momento nella nostra regione, basti pensare ai lavoratori di Villa Pini che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi, all'affanno di qualche pronto soccorso, per non parlare delle liste di attesa per esami clinici importanti fino ad arrivare all'incredibile gestione del servizio di scelta del medico di base al distretto sanitario di Pescara Nord; questo solo citare alcuni esempi concreti. L'elenco potrebbe allungarsi, ma sarebbe ingeneroso, visto che le eccellenze, sia pur poche, ci sono. Ma è legittimo chiedersi se con la grande quantità di danaro in gioco sulla sanità non si possa realmente offrire qualcosa di meglio. Del resto, se da un lato si chiede ai cittadini di pagare l'aliquota massima, dall'altro sarebbe doveroso restituirgli il massimo del servizio.
Vittorio Gervasi
fonte: Il Centro edizione del 6 febbraio 2010
16:31
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26/01/2010
AREE INTERNE D'ABRUZZO. Lettera al direttore del quotidiano Il Centro
Gentile direttore,
il recente studio della Cna abruzzese mette in luce un dato preoccupante: l'Abruzzo delle aree interne si spopola. In una regione il cui territorio è occupato per il 72% da comuni montani e che vede risiedere in questi territori appena il 35% della popolazione - per l'esattezza 468.680 unità - questi residenti vanno progressivamente diminuendo. Dall'entroterra si migra verso la costa andando ad accrescere la popolazione di quella città lineare che si sviluppa lungo tutta la sponda adriatica della nostra regione. Mentre si parla tanto di promuovere l'immagine di un territorio ricco di riserve, aree naturali protette e parchi, e pertanto definito come la <<regione verde d'Europa>>, queste stesse aree vengono abbandonate da chi le abita. Ma così tutto concorre a favorire l'impoverimento dell’entroterra. Un rimedio ci viene offerto dal’intervento di investitori esterni, che se dotati di risorse finanziarie ed idee, possono contaminare positivamente la nostra terra. In alternativa o meglio in aggiunta, la nostra politica non potrebbe incentivare l'insediamento di nuove attività produttive da parte di giovani abruzzesi che sviluppino la filiera del turismo ambientale e delle nostre tradizioni culturali ?
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano Il Centro di martedì 26 gennaio 2010
19:05
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16/12/2009
IN POLITICA IL "RATING" POSSIAMO FARLO CON IL WEB
Chi vuole investire i propri risparmi acquistando un'obbligazione, la prima cosa che fa è leggere il rating del titolo che gli interessa. Solitamente la valutazione è espressa in lettere e può oscillare da una tripla A, che esprime il massimo dell'affidabilità, fino ad arrivare alla lettera D che invece indica la totale inaffidabilità di chi ha emesso quel titolo. Esistono agenzie specializzate che svolgono questo lavoro e che emettono il loro giudizio dopo aver adottato procedure rigorose, ricorderemo senz’altro Moody’s e Standard & Poor’s solo per citare le più famose. Questa valutazione serve a garantire l'acquirente, che così può meglio comprendere il valore del suo investimento.
Mi chiedo se in politica non si possa adottare lo stesso metodo per verificare l'affidabilità delle nostre amministrazioni locali e degli uomini che ne sono a capo partendo dall'ultima giunta comunale del nostro Paese fino ad arrivare al Governo regionale.
Proviamo a ragionare insieme. Quanti elettori ricordano nei dettagli il programma elettorale del loro sindaco ? Probabilmente in pochi, per lo più gli addetti ai lavori, ma allora non sarebbe il caso che qualcuno si incaricasse di verificare lo stato di reale attuazione di un programma di governo ? Dovrebbe farlo l'opposizione, certo, ma in Italia notoriamente non esiste più un'opposizione e quindi questo compito dovrebbe essere almeno assolto dalla stampa. Ma anche qui le cose non vanno granchè meglio. Allora, nell'ottica di favorire la trasparenza e la possibilità per il cittadino-elettore di emettere una valutazione quanto più possibile oggettiva, basterebbe pubblicare sul sito di ogni Comune il programma con il quale ci si è presentati alle elezioni ed a fianco il grado di realizzazione di ogni singola promessa elettorale declinandola in obiettivi concreti, passando per le relative azioni messe in campo, fino ad arrivare ai costi sostenuti.
Per vedere tutto ciò messo in pratica non servirebbe una legge, ne abbiamo fin troppe in Italia, servirebbe piuttosto una autentica pressione dell'opinione pubblica sulle amministrazioni comunali, provinciali e regionali per ottenere tutti queste informazioni che quantificano e qualificano una vera azione di governo.
Questo non è altro che il “rating della politica”, una declinazione in chiave sociale del rating in uso in ambito finanziario. Gli amministratori che hanno coraggio sono invitati ad applicarlo.
Vittorio Gervasi
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pubblicato sulla testata web "Abruzzo Liberale" in data 16 dicembre 2009
http://www.abruzzoliberale.it/index.php?option=com_conten...
13:50
Scritto da : gervasi1
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03/12/2009
NOSTALGIA DELLA POLITICA. Lettera al direttore del quotidiano d'Abruzzo "Il Centro"
Gentile direttore,
siamo in tanti ad aver nostalgia della politica. In una nazione dove dilaga l'antipolitica, e in una regione dove ha vinto l'astensionismo dal voto, sentiamo il bisogno di un ritorno al primato della politica. Da quando la politica, quella vera, è andata in letargo, dilaga sui giornali un chiacchiericcio appiccicoso su questioni del tutto marginali, talvolta anche banali e, oramai non di rado, anche su dossier licenziosi che hanno per protagonisti alcuni nostri politici. Come Diogene cercava l'uomo con la sua lanterna, oggi siamo in tanti a cercare la buona politica. Dove sono finiti quei leader di una volta, capaci di tradurre le istanze e gli autentici bisogni dei cittadini in efficaci azioni di governo ? Dove sono quei leader capaci di coniugare una vita privata e personale rigorosa con una vita pubblica altrettanto esigente per rianimare la speranza che un'altra strada è ancora percorribile ? La percezione è che si sia perso lo stampo di persone così. Oggi servono leader dotati di passione, integrità morale, rettitudine e competenze per servire e non per servirsi della politica. Allora, forse conviene riarmare le coscienze di sani principi per far avanzare la frontiera della buona politica oggi confinata in spazi stretti ed angusti, del tutto insostenibili per nobili ideali che per loro natura cercano ampi spazi di azione. Solo i leader che torneranno a praticare l'unica e sola politica che può interessare i cittadini, potranno soffocare quest'ondata di notizie su scandali dilaganti, corruzione e bassezze di ogni tipo che riempie da troppo tempo le pagine dei nostri giornali.
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano "Il Centro" nell'edizione di giovedì 3 dicembre 2009
13:48
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25/11/2009
CI VORREBBE UN AMBASCIATORE. Lettera al direttore del quotidiano d'Abruzzo "Il Centro"
Gentile direttore,
mi si permetta di rivolgere una proposta al governatore Chiodi per rilanciare l'economia abruzzese. Penso sia arrivato il momento di dotare l'Abruzzo di un ambasciatore. Quando si pensa ad una figura di questo tipo viene subito alla mente un personaggio ingessato nei modi, nelle forme ed anche negli abiti. Nulla di tutto questo ho in mente. Penso piuttosto ad un autentico lobbista, nel senso più nobile del termine, capace di rappresentare oltre i confini nazionali gli interessi del ceto produttivo abruzzese in maniera trasparente e rigorosa. Con la globalizzazione sono saltati tanti canoni del commercio tradizionale e serve ora essere presenti nei crocevia degli scambi internazionali. Oggi chi rappresenta l'Abruzzo su questi tavoli ?
Una figura altamente professionale, sganciata da logiche partitiche, imbevuta di competenze specifiche, sono certo che garantirebbe risultati eccellenti per risollevare le sorti del prodotto interno lordo abruzzese. Sarebbe questa una operazione strategica per sostenere i legittimi interessi della nostra economia regionale, promuovendo nel mondo le migliori produzioni di casa nostra.
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano "IlCentro" del 25 novembre 2009
17:32
Scritto da : gervasi1
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10/11/2009
IL TEATRINO DELLA POLITICA. LETTERA AL DIRETTORE DE "IL CENTRO"
Gentile direttore,
seguendo la cronaca politica dal suo giornale ho la percezione che i nostri politici siano prevalentemente occupati nel risolvere beghe partitiche, rivendicazioni di potere nonché lotte intestine da parte di colleghi della stessa famiglia desiderosi di accaparrarsi ulteriori spazi di dominio. Mi chiedo allora quanto tempo gli rimanga da dedicare a progetti ed idee per lo sviluppo economico e sociale del territorio a loro affidato. Sono convinto che sugli scranni del potere siedano alcuni politici perfettamente capaci di portare a rapida soluzione gran parte dei problemi del nostro Abruzzo, ma il freno esercitato da altri, paralizza ogni slancio operativo. Perché chi trascorre il tempo a rivendicare ed intralciare non dimostra di saper anche progettare soluzioni innovative ?
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano d'Abruzzo "IL CENTRO" nell'edizione di martedì 10 novembre 2009
07:20
Scritto da : gervasi1
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27/10/2009
IL NOSTRO DIFENSORE CIVICO. LETTERA AL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO "IL CENTRO"
Gentile direttore,
leggo dal sito web che presenta il difensore civico abruzzese, che è suo compito intervenire a tutela dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. E' paradossale: il cittadino ha bisogno di essere difeso dai soprusi della pubblica amministrazione a tal punto che quest'ultima, riconoscendo tali soprusi, istituisce una figura ad hoc. Paghiamo le tasse alimentando la macchina pubblica per averne dei servizi, ma corriamo il serio rischio di subirne dei soprusi. Seconda riflessione. Ove si ritenesse, dati alla mano, che in Abruzzo non si possa proprio fare a meno del difensore civico neanche accorpandolo ad altro ufficio, non si potrebbe affidare l'incarico ad un pool di volontari, penso ad esperti di diritto in pensione, che gratuitamente potrebbero rendere un servizio meritorio alla collettività ? Sbaglio o tra coloro che hanno risposto al bando vi sono personaggi con tali requisiti ?
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano "Il Centro" nella rubrica lettere al direttore, edizione di martedì 27 ottobre 2009
07:25
Scritto da : gervasi1
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07/11/2008
LA FAMIGLIA E' CENTRALE, MA IN ABRUZZO ....
DALL'ASSOCIAZIONE FAMIGLIE NUMEROSE DELL'ABRUZZO RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Montesilvano, 29 ottobre 2008La centralità della famiglia è un concetto di cui da tempo si parla, ma che purtroppo, in alcune zone d’Italia viene applicato, mentre in altre sembra essere rimasto in sospeso. L’ultimo esempio di questo fatto si è avuto qualche giorno fa, quando il sottosegretario per le Politiche Familiari Carlo Giovanardi ha costituito un Gruppo di lavoro cui partecipano anche Ministero e Regioni per capire se e come le Regioni italiane stanno sfruttando un’opportunità concessa dalla Finanziaria del 2007 e voluta dall’ex Ministro delle Politiche Familiari Rosy Bindi: quella cioè di utilizzare i fondi del Governo per portare avanti progetti in tre ambiti, cioè riorganizzazione dei consultori familiari, qualificazione del lavoro delle badanti e sperimentazione di iniziative per l’abbattimento delle tariffe per le famiglie con quattro figli o più. Ma purtroppo, quando, tra pochi giorni, si riunirà, il Gruppo di lavoro potrebbe essere costretto a constatare (come si legge in un articolo apparso il 17 ottobre scorso su “Avvenire”) che tre Regioni, oltre alla Provincia autonoma di Bolzano, non hanno presentato alcun progetto e rischiano seriamente di perdere i soldi a disposizione. Purtroppo, nel gruppo delle “magnifiche tre”, oltre alla Campania ed alla Calabria, c’è anche l’Abruzzo, che, nonostante le nostre sollecitazioni, non ha provveduto a fare nulla e rischia ora di vedere in fumo ben 2,3 milioni di euro, una cifra di cui le famiglie abruzzesi avrebbero sicuramente bisogno. Invece, da altre parti si è scatenata la fantasia e si sono avute iniziative belle ed utili che già sono in atto, come in Friuli–Venezia Giulia, dove è stata sviluppata la "Carta famiglia" garantendo riduzioni di costi e tariffe ai nuclei con almeno 4 figli. Per non parlare di Sardegna e Basilicata, che stanno impiegando il denaro per abbattere i costi delle tariffe di energia, gas, acqua a carico delle famiglie in particolari condizioni di disagio. Invece no: evidentemente i nostri amministratori non avvertono il bisogno di questo denaro, come invece fanno i cittadini semplici. Il tutto accade mentre il Governo ha annunciato un mega-taglio del 32% che dovrebbe riguardare proprio il Fondo istituito dal Ministro Bindi per quello che riguarda il prossimo anno. Con i soldi così “risparmiati” il Governo coprirebbe le spese dovute ad alcune sue decisioni, tra cui quella di abolire l’Ici sulla prima casa. Nello stesso tempo, l’Istat denuncia che il 26% delle famiglie numerose è al di sotto dell’indice di povertà relativa e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricevendo il 16 ottobre scorso i rappresentanti del Forum delle Associazioni Familiari, ha dichiarato: “..la specificità e l’importanza dei temi legati alla famiglia non devono essere oscurati dagli attuali problemi dell’economia e neppure dall’esigenza di ridurre il debito pubblico. Il governo deve mantenersi massimamente sensibile alle urgenze della famiglia.” Parole chiarissime quelle del Capo dello Stato, che si applicano senza dubbio a tutte le realtà istituzionali, Regioni comprese. Pertanto, visto che in Abruzzo a fine Novembre si voterà, come già fatto varie volte in occasione del voto per le amministrative e le politiche comunichiamo già fin d’ora che la nostra Associazione consegnerà a tutti i candidati alla carica di Presidente della Regione Abruzzo un documento contenente una serie di impegni concreti per le famiglie Abruzzesi chiedendo loro un impegno pubblico a realizzare alcune delle proposte che certamente puntano a migliorare la difficile situazione situazione delle famiglie abruzzesi.
ASSOCIAZIONE FAMIGLIE NUMEROSE - COORDINAMENTO REGIONALE ABRUZZO
Giancarlo e Fernanda Di Blasio
14:15
Scritto da : gervasi1
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05/11/2008
ABRUZZO. CONTRO IL BABY SBOOM DA GERVASI PROPOSTE PRO LIFE ALLA NUOVA LEGISLATURA ABRUZZESE
Pescara, 5 novembre 2008 – I dati Istat riferiti al 2007 parlano per l’Abruzzo di un tasso di natalità pari all’ 8,7%, inferiore alla media nazionale pari a 9,5 nati per mille abitanti con un saldo negativo tra nuovi nati e decessi. “Servono urgentemente politiche pro life – dichiara Vittorio Gervasi ex assessore alla famiglia del Comune di Montesilvano – mi aspetto che la nuova legislatura regionale che avremo tra meno di un mese ponga il sostegno alla maternità come una priorità di governo della nostra regione; la prevenzione dell’aborto, l’offerta di alternative alla donna che sceglie di non abortire, un adeguato sostegno finanziario ai consultori che lavorano in chiave di prevenzione unito ad una de tassazione per i nuclei familiari con più figli sono il vero argine alla regressione demografica oggi in atto in Abruzzo. Auspico su questi temi una aggregazione trasversale di consenso tra i futuri consiglieri regionali”.
18:39
Scritto da : gervasi1
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