27/02/2012

IL SENSO DEL LAVORO E QUELLO DELLA VITA

Il_Centro_27_02_2012.jpgIl dibattito innescato dal premier Monti, sulla monotonia del posto fisso, ha del paradossale in un’epoca nella quale il lavoro notoriamente scarseggia. Credo che chi voglia interrogarsi sul lavoro, sarebbe meglio che si ponesse altre domande. Riflettere sul senso del lavoro può essere utile per recuperare il valore stesso del lavoro, che prescinde dalla monotonia o piuttosto dall’allegria che può arrecare un posto fisso, ma dal modo in cui si approccia al lavoro in sé. Anche il lavoro, in questi tempi di crisi, ha forse smarrito il significato originario, per approdare a visioni puramente utilitaristiche che sono la causa prima di tante insoddisfazioni professionali spesso senza sbocco. La dimensione del servizio, ed il modo il cui la si vive nel lavoro, è la vera differenza. E può essere la vera risposta anche per un lavoro apparentemente monotono, ma pieno di significato per chi quel lavoro lo svolge con passione, dedizione e competenza professionale nella convinzione di rendere un servizio utile agli altri. Non è un caso come nei rapporti professionali si faccia presto a notare chi lavora unicamente per se stesso, rispetto a chi lavora per rendersi utile agli altri. Allora la monotonia si può trasformare in allegria non tanto cambiando occupazione, quanto piuttosto scoprendo che in qualunque lavoro onesto si può dare il meglio di se stessi a tutto vantaggio degli altri. Anche se spesso gli altri non lo comprendono !

 

 

Vittorio Gervasi

 

 

da IL CENTRO, lunedì 27 febbraio 2012, pagina aperta

 

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