11/01/2012

LA POLITICA DA PROGETTO A PRODOTTO

voto.jpgViviamo in un’era - da molti definita post-moderna - che si caratterizza per il crollo delle ideologie. I partiti, persa oramai ogni spinta ideale, si ritrovano a gestire il quotidiano, senza più alcuno slancio programmatico. In questo scenario, completamente nuovo rispetto al passato, quando arrivano le elezioni, la sfida diventa una vera e propria competizione, dove i confronti ideali non trovano più alcuno spazio. Anzi, forse si preferisce evitare del tutto l'argomento. Tutto si trasforma in una grande operazione di marketing applicato questa volta alla politica. Si crea il prodotto, che altro non è che il candidato, e gli elettori si trasformano in consumatori. Possono soltanto decidere di orientarsi su di un prodotto piuttosto che su di un altro, nulla di più. Ma sulla base di quale convincimento si effettua la scelta ? Per i prodotti commerciali l'acquisto il più delle volte non è una scelta razionale, frutto di studio e approfondimento. E' piuttosto una scelta emotiva dettata dalla pubblicità e dall'immagine che di quel prodotto viene fornita. Per il mercato della politica vale lo stesso. Non è un caso che i termini che accompagnano una kermesse elettorale siano mutuati proprio dal linguaggio del marketing. Tutti hanno uno slogan che li accompagna, tutti lavorano sull'immagine, tutti pianificano una campagna pubblicitaria, tutti ricostruiscono una storia personale in chiave di successo, tutti studiano strategie, tutti studiano le mosse degli avversari, tutti realizzano video spot. I più organizzati hanno anche uno spin doctor, cioè un professionista che lavora nell’ombra e che si occupa di tracciare una linea politica gradita al pubblico degli elettori. In alcuni casi c’è anche un ghostwriter, cioè uno scrittore che scrive libri a nome di un candidato. E' nient’altro che la conquista del mercato elettorale ! Ma in questo scenario, cosa resta di genuinamente politico in termini di partecipazione sentita e popolare e ad un progetto per il bene comune di un territorio ? Provate a dare una risposta.  Chiunque vinca, a governare sarà solo un'elite, che conquistato il mercato con il suo prodotto che ha battuto gli altri, imporrà la sua egemonia, o la sua marca per dirla in termini squisitamente commerciali. Questo è quanto sta accadendo nelle democrazie moderne - tanto moderne e tanto poco democrazie – perché  il popolo viene sollecitato solo al momento del voto, peraltro sotto l’influsso di vari  strumenti di persuasione, che cercano solo di creare convincimenti decisi a monte. Chi si cura, tra i partiti egemoni, di recuperare spazi per aprirsi alla partecipazione ed al coinvolgimento popolare ? Credo che da questo nasca questo diffuso sentimento di sfiducia verso la politica.  E ritengo anche inevitabile che la politica perda potere in favore di altri poteri, per esempio della finanza, solo per citare una situazione molto attuale. Come stupirsi se oggi scopriamo di essere in balia di uno spread ? Persi i contenuti, sopravvive la forma e chi di questa forma si vuole impadronire, utilizzando tecniche di marketing come strumento di affermazione personale più che di affermazione di un progetto popolare, che parta cioè dal popolo ed al popolo faccia ritorno.

 

 

Vittorio Gervasi

 

da Il Giornale di Montesilvano, mercoledì 11 gennaio 2012

http://www.giornaledimontesilvano.com/politica-locale/53-politicalocalecategoria/11269-montesilvano-gervasi-torna-allattacco-qcampagna-elettorale-ormai-marketingq-.html

 

07:20 Scritto da: gervasi1 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | Tag: politica. marketing politica, vittorio gervasi | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook |  Stampa | | |

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