06/02/2010
IMPOSTE ALLE STELLE, SERVIZI A TERRA. Lettera al direttore del quotidiano Il Centro
gli abruzzesi pagano l'addizionale Irpef con l'aliquota più alta che sia consentita, per l'esattezza pari al 1,40 per cento. Questa aliquota genera un gettito per le casse regionali di diversi milioni di euro. Tanti danari, prelevati dal reddito prodotto dagli abruzzesi, che contribuiscono, con l'aggiunta di altre ingenti entrate tributarie, al finanziamento della sanità pubblica. Questa non attraversa un gran momento nella nostra regione, basti pensare ai lavoratori di Villa Pini che non percepiscono lo stipendio da diversi mesi, all'affanno di qualche pronto soccorso, per non parlare delle liste di attesa per esami clinici importanti fino ad arrivare all'incredibile gestione del servizio di scelta del medico di base al distretto sanitario di Pescara Nord; questo solo citare alcuni esempi concreti. L'elenco potrebbe allungarsi, ma sarebbe ingeneroso, visto che le eccellenze, sia pur poche, ci sono. Ma è legittimo chiedersi se con la grande quantità di danaro in gioco sulla sanità non si possa realmente offrire qualcosa di meglio. Del resto, se da un lato si chiede ai cittadini di pagare l'aliquota massima, dall'altro sarebbe doveroso restituirgli il massimo del servizio.
16:31
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MONTESILVANO. APERTURA VARIANTE. GERVASI “GARANTIRE LA SICUREZZA E’ PRIORITA’ ASSOLUTA”
12:00
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28/01/2010
SCUOLA. DIETRO IL CASO DELLE STEFANINI L'INADEGUATEZZA DI UN SISTEMA. Lettera al direttore del quotidiano La Tribuna di Treviso
Gentile direttore,
il clamore suscitato dai corsi di educazione sessuale proposti dal Centro Paradoxa nelle scuole Stefanini di Treviso evidenzia il grosso limite di questi progetti. Nascono forse con le migliori intenzioni e finiscono poi per mettere in luce delle grandi lacune. Perché non aiutare i nostri ragazzi a costruire relazioni umane profonde, consapevoli e mature, capaci di infondere sicurezza e vera gratificazione piuttosto che fornirgli informazioni a senso unico e su di un solo aspetto in maniera preponderante ? Sembra sia stato invertito l’ordine dei fattori. Più che dividersi tra favorevoli e contrari servirebbe porsi ben al di sopra di semplicistiche lezioni condite di tecnica e informazioni sanitarie, profondamente insufficienti per rispondere al bisogno profondo di relazione che i ragazzi di oggi ci chiedono. Provateli ad osservare, spesso non sanno neanche più stare insieme, non sanno godere dell’amicizia e la scuola cosa gli propone ? I corsi Paradoxa, ovvero riduzionismi che fanno torto alla realtà !
Vittorio Gervasi
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fonte: La Tribuna di Treviso - giovedì 28 gennaio 2010 pag. 12
18:55
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26/01/2010
AREE INTERNE D'ABRUZZO. Lettera al direttore del quotidiano Il Centro
Gentile direttore,
il recente studio della Cna abruzzese mette in luce un dato preoccupante: l'Abruzzo delle aree interne si spopola. In una regione il cui territorio è occupato per il 72% da comuni montani e che vede risiedere in questi territori appena il 35% della popolazione - per l'esattezza 468.680 unità - questi residenti vanno progressivamente diminuendo. Dall'entroterra si migra verso la costa andando ad accrescere la popolazione di quella città lineare che si sviluppa lungo tutta la sponda adriatica della nostra regione. Mentre si parla tanto di promuovere l'immagine di un territorio ricco di riserve, aree naturali protette e parchi, e pertanto definito come la <<regione verde d'Europa>>, queste stesse aree vengono abbandonate da chi le abita. Ma così tutto concorre a favorire l'impoverimento dell’entroterra. Un rimedio ci viene offerto dal’intervento di investitori esterni, che se dotati di risorse finanziarie ed idee, possono contaminare positivamente la nostra terra. In alternativa o meglio in aggiunta, la nostra politica non potrebbe incentivare l'insediamento di nuove attività produttive da parte di giovani abruzzesi che sviluppino la filiera del turismo ambientale e delle nostre tradizioni culturali ?
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano Il Centro di martedì 26 gennaio 2010
19:05
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21/01/2010
L'OBIETTIVO DELL'IDV. ABBATTERE, ABBATTERE, ABBATTERE: lettera al direttore del quotidiano Libero
“Porta a Porta” del 18/1 proponeva una riflessione su Bettino Craxi, statista, a dieci anni dalla sua morte. Tutti, eccetto l'on. Donadi dell'Idv, hanno mostrato serenità di giudizio. Ma ciò che più mi ha colpito sono le argomentazioni di Donadi, che recitava quasi a memoria, con enfasi e acredine, le sentenze emesse dai tribunali . Quale sia stato il suo contributo ad un dibattito politico è tutto da capire. Ma ciò che più preoccupa è che dalle ceneri di tangentopoli sia emersa una irrefrenabile spinta legalista e populista che di politico, nel senso più nobile del termine, non ha nulla, se non il desiderio di abbattere un sistema per crearne un altro. Ma su quali basi e valori ? Aiutatemi a comprenderlo.
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano Libero di giovedì 21 gennaio 2010
20:45
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INTERESSE GENERALE E BUONA POLITICA: lettera al direttore del quotidiano Il Centro
Gentile direttore,
l'eterna litigiosità che alimenta la cronaca politica, evidenzia un problema che travalica i ristretti confini del nostro territorio e attraversa l'intero Paese. Chi fa politica, a volte cerca più il consenso della propria fetta di elettorato, che il senso del proprio impegno. Allora la partita non si gioca più sul vero campo di gioco, ma su di un terreno diverso, dove sono ben altre le regole di governo. Governare e non solo amministrare su di un terreno cosi è uno stillicidio quotidiano dove, giocoforza, tutti si è vittima e carnefice allo stesso tempo. Cosa favorisce il buon governo di una città come di una nazione ? Una opinione pubblica diffusa e convergente sui temi fondamentali è sicuramente capace di esprimere ed influenzare una qualificata rappresentanza politica. Ma cosi oggi non è. L'egoismo diffuso porta, su questioni di interesse comune, ad avere ciascuno la propria individualistica soluzione a ciascun problema. Eppure una città è bella e facilmente governabile se sono buone le relazioni tra i suoi cittadini. Le relazioni positive generano un clima diffuso positivo e di condivisione. Al contrario, chi antepone ambizioni personali e questioni di retrobottega, sgretola la fiducia, genera continui malumori e fomenta la disillusione che alberga oramai sempre più nei discorsi di tante persone.
E' necessario tornare alla politica fondata sulle relazioni, capaci di stemperare le polemiche e di proiettarsi verso ambiziosi traguardi. Questo tipo di politica si alimenta di interessi comuni posti al disopra degli interessi del singolo.
Vittorio Gervasi
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lettera pubblicata sul quotidiano Il Centro di giovedì 21 gennaio 2010
20:29
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14/01/2010
DIAMO LA STURA ALLE RIFORME, SUBITO IL BUONO SCUOLA
Il governo Berlusconi ha annunciato più volte la volontà di dare il via alle riforme, quelle tanto attese e che il solo annuncio ha determinato un ampio successo elettorale. Ad oggi di vere riforme non abbiamo notizia ed infatti l’economia langue, il debito pubblico cresce e gli interessi che paghiamo sul debito pubblico stesso drenano risorse agli investimenti che, al contrario, produrrebbero ricchezza per il Paese. Allora lanciamo una proposta al governo Berlusconi: diamo il via alla libera scelta educativa introducendo il buono scuola. vediamo in cosa consiste. Ciascuna famiglia, anche la più povera può scegliere liberamente in quale scuola far studiare il proprio figlio, semplicemente perché lo Stato gli riconosce il diritto a spendere il suo buono nella scuola da lui preferita. Quale genitore non desidera per il proprio figlio la scuola migliore, gli insegnanti più preparati, un edificio pulito e accogliente ? Il buono scuola garantisce tutto questo a tutti, sia benestanti che indigenti; insomma, una vera rivoluzione democratica. Ed i costi di questa operazione ? Sicuramente inferiori rispetto a quanto lo Stato spende oggi nella pubblica istruzione, dato che il privato spende meno e meglio di quanto lo Stato non faccia. Non prefiguro un crollo dello statalismo, penso piuttosto ad una libera competizione tra pubblico e privato che gioverebbe ad entrambi, ma soprattutto agli scolari, finalmente al centro di una riforma per loro e non per la burocrazia che soffoca la pubblica istruzione.
Vittorio Gervasi
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pubblicata per la rubrica "Politicamente scorretto" di Abruzzo Liberale del 14 gennaio 2010
http://www.abruzzoliberale.it/index.php?option=com_conten...
18:42
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13/01/2010
QUANDO NASCONO POCHI BAMBINI: lettera al direttore del quotidiano Il Centro
Gentile direttore,
in Abruzzo si stanno svuotando le culle. Ad affermarlo con dati alla mano è il Centro Studi della Cna evidenziando il decremento del saldo naturale, dato dalla differenza tra numero di nati e numero di morti. Le considerazioni morali le affido alla riflessione personale di ciascuno, purché riflessione ci sia, mi soffermo invece a considerare i riflessi economici e sociali di questa regressione demografica in atto. Cosa c’è di più vitale se non la presenza di nuovi bimbi in una società ? La spinta verso il futuro sono proprio loro ad imprimerla ed a trasmetterla a noi adulti, grazie al loro desiderio di crescere, di apprendere, per poi dare continuità a quella catena umana che ha avuto inizio nella notte dei tempi ed è arrivata sino a noi. Disinnescare questa miccia vitale significa spegnere il futuro di una comunità. Urge una riflessione collettiva orientata verso le politiche da adottare. Il Comune di Parma ha lanciato di recente il <<Quoziente Parma>>, una sorta di quoziente familiare che rimodula tutte le tariffe dei servizi comunali, nidi, servizi assistenziali, a misura di famiglia. Con questo <<Quoziente>> il numero di figli, la presenza di invalidi, la condizione lavorativa dei genitori alleggeriscono il carico fiscale di una famiglia. Nel nostro Abruzzo cosa facciamo ?
Vittorio Gervasi
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lettera al direttore del quotidiano d'Abruzzo "Il Centro" edizione del 13 gennaio 2010
20:43
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09/01/2010
NELL'IDV. L'ESEMPIO NON VIENE DALL'ALTO. Lettera al direttore del quotidiano Libero
Leggo sul suo blog che l'On. Antonio Borghesi dell’ Idv annuncia la presentazione, al prossimo congresso nazionale in programma ai primi di febbraio, di una mozione affinché “nessuno, ad eccezione del Presidente del partito, che abbia già svolto il mandato parlamentare per più di due legislature, potrà essere candidato ad un terzo mandato". Ma chi sta al vertice non dovrebbe dare l'esempio per primo ? Ancora: l’Idv invoca sempre nuove regole - come se non ne avessimo già abbastanza - ma la politica non si alimenta di valori praticati ancor prima che predicati e tradotti in nuove leggi ?
Vittorio Gervasi
07:20
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08/01/2010
GERVASI: “CULLE VUOTE IN ABRUZZO, URGONO POLICY PER LA FAMIGLIA”.
Pescara, 8 gennaio 2010 – All’indomani della presentazione del rapporto elaborato dal Centro Studi della CNA Abruzzese relativamente ai dati Istat sull’andamento demografico nei primi sei mesi del 2009 in Abruzzo, che riporta numeri preoccupanti in termini di denatalità, interviene Vittorio Gervasi, ex assessore alla famiglia del Comune di Montesilvano:<<Il fenomeno delle culle vuote deve destare forti preoccupazioni nella classe politica del nostro Abruzzo, non possiamo assistere inermi ad un forte decremento del saldo naturale senza azioni concrete che pongano rimedi efficaci. Questa è una vera emergenza – prosegue Gervasi –che in Abruzzo è addirittura più forte che nel resto del Paese. Aiuti veri ai genitori sono gli unici che possono invertire questo trend che dimostra una autentica regressione demografica in atto. Purtroppo la famiglia – conclude Gervasi – non è al centro dell’agenda politica ed i risultati ora si toccano con mano>>.
17:51
Scritto da : gervasi1
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